martedì 25 settembre 2012

Gianni Vacchelli recensisce Le cose si toccano


Le cose si toccano
è un volumetto denso e prezioso per svariati motivi. Primo fra tutti, ci ricorda, con chiarezza e garbata insistenza, che un dialogo tra filosofia, religione e scienze moderne (ma dovremmo anche aggiungere letteratura, poesia, teologia, senza porre limiti alla convocazione delle discipline) è un kairòs, un'opportunità ineludibile del nostro tempo.

giovedì 31 maggio 2012

Milano, 4 giugno 2012


Presentazione del libro Le cose si toccano di Paolo Calabrò presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università Milano Bicocca.

Introduce il prof. Andrea Rossetti.

Interviene il prof. Romano Madera.

martedì 3 aprile 2012

Paolo Calabrò a San Gimignano, 14 aprile 2012


In occasione del decennale del CISRECO (Centro Internazionale di Studi sul Religioso Contemporaneo), sarò a san Gimignano (SI) sabato 14 aprile 2012, ospite nell'ambito di una giornata dedicata a "Raimon Panikkar, filosofo del dialogo interculturale e interreligioso", nel corso della quale terrò un intervento dal titolo "Le cose fuori di sé. Dentro la metafisica relazionale di Raimon Panikkar", di cui riporto una sintesi:

La metafisica relazionale di Raimon Panikkar, centrale per la comprensione dell'opera del filosofo catalano ma poco approfondita nei suoi testi, soprattutto nelle sue più avanzate implicazioni, presenta suggestivi punti di contatto con la teoria medievale della “creatio continua”, a sua volta vicina a posizioni buddhiste tradizionali e scientifiche contemporanee. Da questi accostamenti emerge con rinnovata forza il convincimento ontologico fondamentale di Panikkar: la “cosa in sé” non esiste, perché le cose, a ben vedere, sono “fuori di sé”, nello spazio aperto delle relazioni reciproche.

Scarica il programma dell'evento, o visualizzalo sul sito dell'Associazione per lo Studio del Fenomeno Religioso.

martedì 17 gennaio 2012

Recensione: Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne, di Paolo Calabrò, Ed.Diabasis, Reggio Emilia 2011. Di Roberta Cappellini

Compatibilità o incompatibilità? La vexata quaestio è d’antica memoria: che rapporto può esistere tra scienza e filosofia (teologia) dopo la drastica separazione cartesiana?
Il libro di Calabrò affronta la problematica tenendo come riferimento da un lato la fisica contemporanea dall’altro la filosofia panikkariana , per valutare la possibilità di” una concordia discors”, l’accordo tra i saperi, sulla base di una comune sensibilità. Compito non facile se si considera la sfida cosmoteandrica di Panikkar e la sua rilettura critica del mondo moderno, della scienza e teologia contemporanee, ossia di quella “monocultura occidentale totale ed onnicomprensiva”. Sfatando pregiudizi ed ideologie, la lucida analisi di Calabrò si prefigge di mostrare e non di “dimostrare”, ponendosi quindi su un piano dialogale e non dialettico, ad aprire un campo d’indagine da questo punto di vista ancora insondato, non esistendo grande letteratura a riguardo. In particolare uno dei meriti indiscutibili del testo

lunedì 9 gennaio 2012

«ReF» recensisce Le cose si toccano di Paolo Calabrò

Reggio Emilia, Diabasis, 2011, pp. 150, euro 15,00, ISBN 978-88-8103-753-7.

Recensione di Georgia Zeami - 14/05/2011

Le cose non si osservano soltanto, né si analizzano astrattamente. Come recita una felice espressione di Raimon Panikkar che dà il titolo al bel volume di Paolo Calabrò, le cose si toccano: esse non solo sfregano costantemente l’una contro l’altra costituendo la trama composita del reale, ma di più ci vengono incontro nell’esperienza, ci riguardano da vicino. Calabrò rilegge l’intreccio tra filosofia e scienze attraverso l’eccezionale concezione cosmoteandrica del filosofo indo-catalano Raimon Panikkar. 

giovedì 5 gennaio 2012

Leonardo Caffo - centro Doiè - intervista Paolo Calabrò, su «Il Cambiamento»

Partiamo dal titolo del tuo ultimo libro “Le cose si toccano”. Che valore dai all’interdisciplinarità?
Innanzitutto grazie per questa intervista. Mi piacerebbe rispondere con Heisenberg: le intuizioni più importanti avvengono nei punti di intersezione fra discipline diverse. Al dialogo fra le culture, le tradizioni, i saperi in generale va dato il valore più alto possibile; ma mi spingerei a dire che tale dialogo è perfino necessario, oggi: oggi che, nel nostro mondo globalizzato, i problemi di uno sono i problemi di tutti. Nessuno può dichiararsi autosufficiente; nessuno può rivendicare il possesso di soluzioni valide ed efficaci per tutti. L’incontro con l’altro oggi non è più dunque soltanto benvenuto, ma indispensabile.

<em>L'intransigenza</em> di Paolo Calabrò. Recensione di Cristina Papini per "Galline padovane"

Quello con le letture della Casa Editrice Il Prato, ormai è diventato il mio periodico appuntamento con il relax. Ho da poco terminato di l...