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sabato 11 ottobre 2014

Venezia, domenica 9 novembre 2014 - 4a giornata panikkariana


Domenica 9 novembre 2014, presso l'Antica Scuola dei Laneri, a Venezia, Paolo Calabrò parteciperà alla 4a giornata panikkariana, con un intervento dal titolo: "Raimon Panikkar e Maurice Bellet". L'incontro è organizzato da Daniele Spero.

Con il patrocinio di:
Città di Venezia
Venezia Giovane - Comune di venezia partecipazione giovanile e culture di pace
Club UNESCO Venezia
Centro Studi Maitreya

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mercoledì 26 giugno 2013

Assisi, 27 luglio 2013


Intervento di Paolo Calabrò al Convegno dell'AIEMPR (Associazione Internazionale di Studi Medico-Psicologici e Religiosi) dal titolo "Tra tentazione monista e lacerazione dualista: la via media del pluralismo di Raimon Panikkar" (in sostituzione di Achille Rossi).

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lunedì 6 maggio 2013

2 giornate su Panikkar a Venezia



Venezia, martedì 14 maggio 2013: presentazione del libro Le cose si toccano di Paolo Calabrò.
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Venezia, sabato 18 maggio 2013: giornata dedicata al rapporto tra Panikkar e le scienze moderne.
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martedì 25 settembre 2012

Gianni Vacchelli recensisce Le cose si toccano


Le cose si toccano
è un volumetto denso e prezioso per svariati motivi. Primo fra tutti, ci ricorda, con chiarezza e garbata insistenza, che un dialogo tra filosofia, religione e scienze moderne (ma dovremmo anche aggiungere letteratura, poesia, teologia, senza porre limiti alla convocazione delle discipline) è un kairòs, un'opportunità ineludibile del nostro tempo.

giovedì 31 maggio 2012

Milano, 4 giugno 2012


Presentazione del libro Le cose si toccano di Paolo Calabrò presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università Milano Bicocca.

Introduce il prof. Andrea Rossetti.

Interviene il prof. Romano Madera.

martedì 3 aprile 2012

Paolo Calabrò a San Gimignano, 14 aprile 2012


In occasione del decennale del CISRECO (Centro Internazionale di Studi sul Religioso Contemporaneo), sarò a san Gimignano (SI) sabato 14 aprile 2012, ospite nell'ambito di una giornata dedicata a "Raimon Panikkar, filosofo del dialogo interculturale e interreligioso", nel corso della quale terrò un intervento dal titolo "Le cose fuori di sé. Dentro la metafisica relazionale di Raimon Panikkar", di cui riporto una sintesi:

La metafisica relazionale di Raimon Panikkar, centrale per la comprensione dell'opera del filosofo catalano ma poco approfondita nei suoi testi, soprattutto nelle sue più avanzate implicazioni, presenta suggestivi punti di contatto con la teoria medievale della “creatio continua”, a sua volta vicina a posizioni buddhiste tradizionali e scientifiche contemporanee. Da questi accostamenti emerge con rinnovata forza il convincimento ontologico fondamentale di Panikkar: la “cosa in sé” non esiste, perché le cose, a ben vedere, sono “fuori di sé”, nello spazio aperto delle relazioni reciproche.

Scarica il programma dell'evento, o visualizzalo sul sito dell'Associazione per lo Studio del Fenomeno Religioso.

martedì 17 gennaio 2012

Recensione: Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne, di Paolo Calabrò, Ed.Diabasis, Reggio Emilia 2011. Di Roberta Cappellini

Compatibilità o incompatibilità? La vexata quaestio è d’antica memoria: che rapporto può esistere tra scienza e filosofia (teologia) dopo la drastica separazione cartesiana?
Il libro di Calabrò affronta la problematica tenendo come riferimento da un lato la fisica contemporanea dall’altro la filosofia panikkariana , per valutare la possibilità di” una concordia discors”, l’accordo tra i saperi, sulla base di una comune sensibilità. Compito non facile se si considera la sfida cosmoteandrica di Panikkar e la sua rilettura critica del mondo moderno, della scienza e teologia contemporanee, ossia di quella “monocultura occidentale totale ed onnicomprensiva”. Sfatando pregiudizi ed ideologie, la lucida analisi di Calabrò si prefigge di mostrare e non di “dimostrare”, ponendosi quindi su un piano dialogale e non dialettico, ad aprire un campo d’indagine da questo punto di vista ancora insondato, non esistendo grande letteratura a riguardo. In particolare uno dei meriti indiscutibili del testo

lunedì 9 gennaio 2012

«ReF» recensisce Le cose si toccano di Paolo Calabrò

Reggio Emilia, Diabasis, 2011, pp. 150, euro 15,00, ISBN 978-88-8103-753-7.

Recensione di Georgia Zeami - 14/05/2011

Le cose non si osservano soltanto, né si analizzano astrattamente. Come recita una felice espressione di Raimon Panikkar che dà il titolo al bel volume di Paolo Calabrò, le cose si toccano: esse non solo sfregano costantemente l’una contro l’altra costituendo la trama composita del reale, ma di più ci vengono incontro nell’esperienza, ci riguardano da vicino. Calabrò rilegge l’intreccio tra filosofia e scienze attraverso l’eccezionale concezione cosmoteandrica del filosofo indo-catalano Raimon Panikkar. 

giovedì 5 gennaio 2012

Leonardo Caffo - centro Doiè - intervista Paolo Calabrò, su «Il Cambiamento»

Partiamo dal titolo del tuo ultimo libro “Le cose si toccano”. Che valore dai all’interdisciplinarità?
Innanzitutto grazie per questa intervista. Mi piacerebbe rispondere con Heisenberg: le intuizioni più importanti avvengono nei punti di intersezione fra discipline diverse. Al dialogo fra le culture, le tradizioni, i saperi in generale va dato il valore più alto possibile; ma mi spingerei a dire che tale dialogo è perfino necessario, oggi: oggi che, nel nostro mondo globalizzato, i problemi di uno sono i problemi di tutti. Nessuno può dichiararsi autosufficiente; nessuno può rivendicare il possesso di soluzioni valide ed efficaci per tutti. L’incontro con l’altro oggi non è più dunque soltanto benvenuto, ma indispensabile.

sabato 3 dicembre 2011

Le cose si toccano. Ciclo di Presentazioni del libro, 12-15 dicembre 2011

Paolo Calabrò

Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne

Ed. Diabasis, 2011




Lunedì 12 dicembre 2011, ore 18

Bergamo, Fondazione Serughetti La Porta. Introducono Gianni Vacchelli (autore di Dagli abissi oscuri alla mirabile visione e Per un’alleanza delle religioni) e Fulvio Manara (Università di Begamo).



Martedì 13 dicembre 2011, ore 21

Sacile (PN), La Locanda di Bygio, ristorante e wine bar.



Giovedì 15 dicembre 2011, ore 10

Università degli Studi di Udine, Palazzo Antonini. Seminario dal titolo “La parola del filosofo e il termine dello scienziato. Riflessioni sul linguaggio a partire da Raimon Panikkar”. Introduce la Preside della Facoltà di Lingue e Letterature straniere, p.ssa Antonella Riem Natale.



giovedì 24 novembre 2011

Seminario su Filosofia e Fisica all'Università di Udine

Il giorno giovedì 15 dicembre 2011, alle ore 10,00, presso l'Università di Udine - Palazzo Antonini, Paolo Calabrò terrà un seminario dal titolo "La parola del filosofo e il termine dello scienziato. Riflessioni sul linguaggio a partire da Raimon Panikkar".

Scarica il programma dell'intero ciclo di seminari dal titolo "Parola creativa: traduzione, musica e poesia nelle letterature di lingua inglese".

sabato 29 ottobre 2011

Recensione di Silvana Radoani

di Silvana Radoani

È la prima volta che su questo blog segnalo un libro, ma mi preme sottolineare l'eccellente lavoro del dott. Paolo Calabrò su Panikkar e pertanto è un libro, perlopiù di filosofia-antropologia che consiglio a tutti.

In questo libro l’autore è riuscito egregiamente a fornire un sunto di quasi tutto il pensiero del grande pensatore catalano, Raimon Panikkar e a mettere in dialogo il pensiero filosofico e religioso con quello delle cosiddette scienze, finanche la fisica. Questa operazione è compiuta attraverso un grande risalto dato all’analisi del nuovo uso del linguaggio che sembra tramutare l’uomo in macchina e pertanto in oggetto, staccato da tutto.

venerdì 28 ottobre 2011

Stefano Santasilia recensisce Paolo Calabrò

«Le cose si toccano», questa la tesi, che è soprattutto posizione critica, dell’autore ma anche del pensiero di quel personaggio che è primo oggetto di tale testo: la riflessione di Raimon Panikkar riguardo ai fondamenti della scienza moderna. Come ravvisa Pietro Barcellona nell’introduzione, un atteggiamento critico, in questo caso, deve soprattutto essere vigile nei confronti delle definizioni perché esse non sono affatto neutrali: sono proprio le definizioni, nello specifico il senso simbolico che assumono i termini che le costituiscono, a determinare la direzione e lo svolgimento della cultura, quindi della vita umana (pp. 8-9). Eppure, proprio la genesi del senso dei termini, processo sempre relazionale, mostra l’infondabilità di qualunque pretesa di assoluta oggettività semantica e denotativa che possa avanzare la scienza.

martedì 18 ottobre 2011

Achille Rossi su Le cose si toccano

Nei mesi successivi alla morte di Panikkar sono usciti diversi saggi su questa atipica figura di pensatore, che hanno tentato di descriverne sia lo spessore umano che la trama concettuale. Quello di Paolo Calabrò Le cose si toccano (Edizioni Diabasis 2011) ha una originalità particolare, perché cerca di andare al cuore del pensiero di Panikkar, e di mostrare come esso sia non solo compatibile con le scienze moderne, ma possa addirittura fecondarle. Obiettivo ambizioso perché richiede una bella padronanza della sintesi panikkariana e una frequentazione intellettuale del mondo scientifico, due qualità non facili da acquisire per un ricercatore giovane come Paolo Calabrò. Lo ricordo, ancora laureando, discutere animatamente con Panikkar nella piazza della nostra città dopo il convegno su “Pensare la scienza” nel settembre 2003. Il dialogo intellettuale con Panikkar è proseguito intenso nell’arco di quasi un decennio e ha prodotto un testo significativo, che si fa apprezzare per la chiarezza dell’esposizione e per l’abbondanza dei riferimenti bibliografici e delle note esplicative.

giovedì 29 settembre 2011

Calabrò, P., Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne, Edizioni Diabasis, Reggio Emilia, 2011

di Carlo Maria Cirino, 30.09.2011

Nel saggio, Le cose si toccano, Paolo Calabrò affronta un tema specifico del pensiero del filosofo e teologo Raimon Panikkar, quello riguardante i rapporti tra scienza e teologia. «A causa di un vuoto filosofico e teologico, la scienza si è trovata a rappresentare, per l’uomo occidentale, l’orizzonte dei suoi desideri cosmologici», senza però riuscire a realizzarli. Le parole si sono trasformate in termini, l’esperienza ha ceduto il passo all’esperimento; l’universalizzazione della tecnologia ha portato ad una occidentalizzazione del mondo che ha sepolto numerose tradizioni. Lungi dal criticare la scienza in quanto tale, Panikkar propone di rivedere il metodo scientifico, costruito essenzialmente sulla base della logica formale occidentale, fondata sul principio di non contraddizione e del terzo escluso, al fine di renderlo compatibile con una teologia che a sua volta si sia svestita di assolutezza. La teofisica, come lui la definisce, ci rivela che la realtà è ontonomica - tutto vi trova posto armoniosamente all’interno - e che la conoscenza non può fare a meno dell’amore se vuole raggiungere il proprio oggetto di studio.


Intervista a Paolo Calabrò

Le cose si toccano, un saggio sui rapporti tra la filosofia di Raimon Panikkar e la scienza moderna. Una tematica specifica affrontata in maniera documentata e approfondita. Com’è nata l’idea per questo libro?
Innanzitutto grazie per questa intervista. Il libro ha origini molto umili: ho cominciato ad approfondire la metafisica di Raimon Panikkar perché non riuscivo a capirla; la relazionalità radicale è qualcosa di eternamente sfuggente per chi è abituato alle ontologie classiche (monismo e dualismo). Più andavo avanti, più mi sembrava strana, avevo la sensazione che qualcosa rimanesse nell’ombra. A un certo punto, finalmente, mi parve tutto chiaro, e pensai: bene, questa metafisica funziona; purtroppo, però, non è compatibile con la scienza moderna. Allora iniziai ad approfondire il pensiero delle scienze moderne, in particolare la fisica, rendendomi conto che mi sbagliavo, e che Panikkar aveva ragione: cosmoteandrismo e scienze moderne non solo sono compatibili, ma mostrano anche una sorprendente affinità.

<em>L'intransigenza</em> di Paolo Calabrò. Recensione di Cristina Papini per "Galline padovane"

Quello con le letture della Casa Editrice Il Prato, ormai è diventato il mio periodico appuntamento con il relax. Ho da poco terminato di l...