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lunedì 6 maggio 2013

2 giornate su Panikkar a Venezia



Venezia, martedì 14 maggio 2013: presentazione del libro Le cose si toccano di Paolo Calabrò.
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Venezia, sabato 18 maggio 2013: giornata dedicata al rapporto tra Panikkar e le scienze moderne.
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martedì 25 settembre 2012

Gianni Vacchelli recensisce Le cose si toccano


Le cose si toccano
è un volumetto denso e prezioso per svariati motivi. Primo fra tutti, ci ricorda, con chiarezza e garbata insistenza, che un dialogo tra filosofia, religione e scienze moderne (ma dovremmo anche aggiungere letteratura, poesia, teologia, senza porre limiti alla convocazione delle discipline) è un kairòs, un'opportunità ineludibile del nostro tempo.

giovedì 31 maggio 2012

Milano, 4 giugno 2012


Presentazione del libro Le cose si toccano di Paolo Calabrò presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università Milano Bicocca.

Introduce il prof. Andrea Rossetti.

Interviene il prof. Romano Madera.

martedì 17 gennaio 2012

Recensione: Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne, di Paolo Calabrò, Ed.Diabasis, Reggio Emilia 2011. Di Roberta Cappellini

Compatibilità o incompatibilità? La vexata quaestio è d’antica memoria: che rapporto può esistere tra scienza e filosofia (teologia) dopo la drastica separazione cartesiana?
Il libro di Calabrò affronta la problematica tenendo come riferimento da un lato la fisica contemporanea dall’altro la filosofia panikkariana , per valutare la possibilità di” una concordia discors”, l’accordo tra i saperi, sulla base di una comune sensibilità. Compito non facile se si considera la sfida cosmoteandrica di Panikkar e la sua rilettura critica del mondo moderno, della scienza e teologia contemporanee, ossia di quella “monocultura occidentale totale ed onnicomprensiva”. Sfatando pregiudizi ed ideologie, la lucida analisi di Calabrò si prefigge di mostrare e non di “dimostrare”, ponendosi quindi su un piano dialogale e non dialettico, ad aprire un campo d’indagine da questo punto di vista ancora insondato, non esistendo grande letteratura a riguardo. In particolare uno dei meriti indiscutibili del testo

lunedì 9 gennaio 2012

«ReF» recensisce Le cose si toccano di Paolo Calabrò

Reggio Emilia, Diabasis, 2011, pp. 150, euro 15,00, ISBN 978-88-8103-753-7.

Recensione di Georgia Zeami - 14/05/2011

Le cose non si osservano soltanto, né si analizzano astrattamente. Come recita una felice espressione di Raimon Panikkar che dà il titolo al bel volume di Paolo Calabrò, le cose si toccano: esse non solo sfregano costantemente l’una contro l’altra costituendo la trama composita del reale, ma di più ci vengono incontro nell’esperienza, ci riguardano da vicino. Calabrò rilegge l’intreccio tra filosofia e scienze attraverso l’eccezionale concezione cosmoteandrica del filosofo indo-catalano Raimon Panikkar. 

giovedì 5 gennaio 2012

Leonardo Caffo - centro Doiè - intervista Paolo Calabrò, su «Il Cambiamento»

Partiamo dal titolo del tuo ultimo libro “Le cose si toccano”. Che valore dai all’interdisciplinarità?
Innanzitutto grazie per questa intervista. Mi piacerebbe rispondere con Heisenberg: le intuizioni più importanti avvengono nei punti di intersezione fra discipline diverse. Al dialogo fra le culture, le tradizioni, i saperi in generale va dato il valore più alto possibile; ma mi spingerei a dire che tale dialogo è perfino necessario, oggi: oggi che, nel nostro mondo globalizzato, i problemi di uno sono i problemi di tutti. Nessuno può dichiararsi autosufficiente; nessuno può rivendicare il possesso di soluzioni valide ed efficaci per tutti. L’incontro con l’altro oggi non è più dunque soltanto benvenuto, ma indispensabile.

sabato 3 dicembre 2011

Le cose si toccano. Ciclo di Presentazioni del libro, 12-15 dicembre 2011

Paolo Calabrò

Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne

Ed. Diabasis, 2011




Lunedì 12 dicembre 2011, ore 18

Bergamo, Fondazione Serughetti La Porta. Introducono Gianni Vacchelli (autore di Dagli abissi oscuri alla mirabile visione e Per un’alleanza delle religioni) e Fulvio Manara (Università di Begamo).



Martedì 13 dicembre 2011, ore 21

Sacile (PN), La Locanda di Bygio, ristorante e wine bar.



Giovedì 15 dicembre 2011, ore 10

Università degli Studi di Udine, Palazzo Antonini. Seminario dal titolo “La parola del filosofo e il termine dello scienziato. Riflessioni sul linguaggio a partire da Raimon Panikkar”. Introduce la Preside della Facoltà di Lingue e Letterature straniere, p.ssa Antonella Riem Natale.



sabato 29 ottobre 2011

Recensione di Silvana Radoani

di Silvana Radoani

È la prima volta che su questo blog segnalo un libro, ma mi preme sottolineare l'eccellente lavoro del dott. Paolo Calabrò su Panikkar e pertanto è un libro, perlopiù di filosofia-antropologia che consiglio a tutti.

In questo libro l’autore è riuscito egregiamente a fornire un sunto di quasi tutto il pensiero del grande pensatore catalano, Raimon Panikkar e a mettere in dialogo il pensiero filosofico e religioso con quello delle cosiddette scienze, finanche la fisica. Questa operazione è compiuta attraverso un grande risalto dato all’analisi del nuovo uso del linguaggio che sembra tramutare l’uomo in macchina e pertanto in oggetto, staccato da tutto.

venerdì 28 ottobre 2011

Stefano Santasilia recensisce Paolo Calabrò

«Le cose si toccano», questa la tesi, che è soprattutto posizione critica, dell’autore ma anche del pensiero di quel personaggio che è primo oggetto di tale testo: la riflessione di Raimon Panikkar riguardo ai fondamenti della scienza moderna. Come ravvisa Pietro Barcellona nell’introduzione, un atteggiamento critico, in questo caso, deve soprattutto essere vigile nei confronti delle definizioni perché esse non sono affatto neutrali: sono proprio le definizioni, nello specifico il senso simbolico che assumono i termini che le costituiscono, a determinare la direzione e lo svolgimento della cultura, quindi della vita umana (pp. 8-9). Eppure, proprio la genesi del senso dei termini, processo sempre relazionale, mostra l’infondabilità di qualunque pretesa di assoluta oggettività semantica e denotativa che possa avanzare la scienza.

martedì 18 ottobre 2011

Achille Rossi su Le cose si toccano

Nei mesi successivi alla morte di Panikkar sono usciti diversi saggi su questa atipica figura di pensatore, che hanno tentato di descriverne sia lo spessore umano che la trama concettuale. Quello di Paolo Calabrò Le cose si toccano (Edizioni Diabasis 2011) ha una originalità particolare, perché cerca di andare al cuore del pensiero di Panikkar, e di mostrare come esso sia non solo compatibile con le scienze moderne, ma possa addirittura fecondarle. Obiettivo ambizioso perché richiede una bella padronanza della sintesi panikkariana e una frequentazione intellettuale del mondo scientifico, due qualità non facili da acquisire per un ricercatore giovane come Paolo Calabrò. Lo ricordo, ancora laureando, discutere animatamente con Panikkar nella piazza della nostra città dopo il convegno su “Pensare la scienza” nel settembre 2003. Il dialogo intellettuale con Panikkar è proseguito intenso nell’arco di quasi un decennio e ha prodotto un testo significativo, che si fa apprezzare per la chiarezza dell’esposizione e per l’abbondanza dei riferimenti bibliografici e delle note esplicative.

giovedì 29 settembre 2011

Calabrò, P., Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne, Edizioni Diabasis, Reggio Emilia, 2011

di Carlo Maria Cirino, 30.09.2011

Nel saggio, Le cose si toccano, Paolo Calabrò affronta un tema specifico del pensiero del filosofo e teologo Raimon Panikkar, quello riguardante i rapporti tra scienza e teologia. «A causa di un vuoto filosofico e teologico, la scienza si è trovata a rappresentare, per l’uomo occidentale, l’orizzonte dei suoi desideri cosmologici», senza però riuscire a realizzarli. Le parole si sono trasformate in termini, l’esperienza ha ceduto il passo all’esperimento; l’universalizzazione della tecnologia ha portato ad una occidentalizzazione del mondo che ha sepolto numerose tradizioni. Lungi dal criticare la scienza in quanto tale, Panikkar propone di rivedere il metodo scientifico, costruito essenzialmente sulla base della logica formale occidentale, fondata sul principio di non contraddizione e del terzo escluso, al fine di renderlo compatibile con una teologia che a sua volta si sia svestita di assolutezza. La teofisica, come lui la definisce, ci rivela che la realtà è ontonomica - tutto vi trova posto armoniosamente all’interno - e che la conoscenza non può fare a meno dell’amore se vuole raggiungere il proprio oggetto di studio.


Intervista a Paolo Calabrò

Le cose si toccano, un saggio sui rapporti tra la filosofia di Raimon Panikkar e la scienza moderna. Una tematica specifica affrontata in maniera documentata e approfondita. Com’è nata l’idea per questo libro?
Innanzitutto grazie per questa intervista. Il libro ha origini molto umili: ho cominciato ad approfondire la metafisica di Raimon Panikkar perché non riuscivo a capirla; la relazionalità radicale è qualcosa di eternamente sfuggente per chi è abituato alle ontologie classiche (monismo e dualismo). Più andavo avanti, più mi sembrava strana, avevo la sensazione che qualcosa rimanesse nell’ombra. A un certo punto, finalmente, mi parve tutto chiaro, e pensai: bene, questa metafisica funziona; purtroppo, però, non è compatibile con la scienza moderna. Allora iniziai ad approfondire il pensiero delle scienze moderne, in particolare la fisica, rendendomi conto che mi sbagliavo, e che Panikkar aveva ragione: cosmoteandrismo e scienze moderne non solo sono compatibili, ma mostrano anche una sorprendente affinità.

martedì 20 settembre 2011

La scienza... come un cancro. Intervista a Paolo Calabrò

di Gloria Germani

Paolo Calabrò, già redattore del Centro Interculturale Raimon Panikkar, ci ha regalato un saggio molto importante, anzi necessario, su uno dei nodi centrali del nostro presente: la scienza (Paolo Calabrò, Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne, Diabasis, 2011). Fine conoscitore della sterminata opera di Panikkar, Calabrò spazia tra gli articoli, i saggi, i libri del filosofo indo-catalano che ha dedicato la sua vita all’incontro tra saperi e culture diverse, e riesce a darci un quadro molto esauriente della filosofia di Panikkar e del suo centrale rapporto con la scienza. L’immagine del mondo che esce dalla filosofia di Panikkar – ben lungi dall’assomigliare ad un vago eclettismo tra pensiero orientale e teologia cristiana, di cui talvolta è stata tacciata - rivela le sue notevolissime convergenze con le scoperte della fisica post quantistica. Tale significativa confluenza è sottolineata attraverso citazioni puntuali di Panikkar da un lato e, dall’altro, di autori imprescindibili come Einstein, Bohr, Heisenberg, Planck, Mach. Il contributo fondamentale del saggio di Calabrò consiste nel dimostrare che la fede nella“ oggettività e l’universalità della scienza.... si radicano in una visione scientifica prequantistica che la fisica ha già da tempo superato, ma alla quale la percezione comune è rimasta ancorata”. Si tratta di un risultato fondamentale non solo a livello di culturale, ma anche per il nostro vivere quotidiano; infatti in esso sono contenute le premesse di quella rivoluzione culturale di cui – come ha sostenuto tra gli altri Fritjof Capra - oggi abbiamo disperatamente bisogno. Rivolgiamo a Paolo Calabrò alcune domande per approfondire meglio il tema e le sue implicazioni.

Cosa significa l’esortazione di Panikkar che dobbiamo “emanciparci dalla scienza”( che dà anche il titolo ad un suo saggio)?
Innanzitutto grazie per questa intervista. “Emanciparsi dalla scienza” significa essenzialmente liberarsi dall’idea (falsa) che la scienza sia qualcosa senza cui non possiamo vivere. Vuol dire anche liberarsi dal dominio della “macchina di secondo grado” (quella industriale), che impone all’uomo il suo ritmo accelerato e le sue esigenze, soffocandone la libertà (non si può smettere di fare manutenzione a un impianto nucleare, Fukushima insegna). Emanciparsi dalla tecnologia si può. E, secondo Panikkar, si dovrebbe.

lunedì 1 agosto 2011

Dove le cose si toccano

di Elena Maffeis, giugno 2011

Nell’incipit del suo ultimo saggio, Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne, (Edizioni Diabasis, Reggio Emilia 2011, pp. 150, euro 15,00), Paolo Calabrò ricorda grato una passeggiata compiuta sottobraccio al Filosofo per le vie di Città di Castello, una decina di anni fa. In quell’occasione conobbi entrambi, visto che ero a mia volta all’altro braccio di Panikkar. Nonostante quell’incontro cadesse a conclusione di un impegnativo convegno, il nostro Ospite manifestava ancora energia, disponibilità ed entusiasmo nel rispondere ai nostri interrogativi; perché, come ci disse sorridendo, “ci si può negare a molte persone, ma mai ai giovani che portano domande!”.
Questo era Raimon Panikkar. Questo era

martedì 31 maggio 2011

Conversazione con Paolo Calabrò su «Flanerì», di Matteo Chiavarone

Intervistiamo Paolo Calabrò, amico di Flanerí e autore di Le cose si toccano – Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011).

Ciao Paolo, grazie dell’intervista. Ci puoi spiegare l’idea del libro?
Grazie a voi di Flanerì. Il libro nasce da un triplice intento. Primo, dal desiderio di approfondire la metafisica panikkariana, radicalmente nuova all’interno dell’orizzonte della filosofia occidentale, in particolare la sua recisa affermazione per la quale “la cosa in sé non esiste”. Secondo, dall’esigenza di individuare l’esistenza di una compatibilità tra la metafisica di Panikkar e le scienze moderne (in particolare la “nuova fisica”, la meccanica quantistica); compatibilità che Panikkar annuncia in tutte le sue opere, ma non illustra. Terzo, dal bisogno di mostrare le ripercussioni della cosiddetta “narrazione scientifica del mondo” sulla vita quotidiana dell’uomo moderno, che la riflessione di Panikkar aiuta a svelare in maniera adamantina.

<em>L'intransigenza</em> di Paolo Calabrò. Recensione di Cristina Papini per "Galline padovane"

Quello con le letture della Casa Editrice Il Prato, ormai è diventato il mio periodico appuntamento con il relax. Ho da poco terminato di l...