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venerdì 10 luglio 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Cristina Papini per "Galline padovane"


Quello con le letture della Casa Editrice Il Prato, ormai è diventato il mio periodico appuntamento con il relax.
Ho da poco terminato di leggere L’intransigenza di Paolo Calabrò, una delle offerte narrative a catalogo della nota realtà editoriale padovana.
Cercate un libro da gustare sotto l’ombrellone? Allora questo potrebbe fare al caso vostro!
200 pagine ben scritte, una trama che stuzzica la curiosità, e un protagonista con un profilo in cui molti potrebbero identificarsi.
Un libro leggero ma anche avvincente, la giusta lettura estiva senza troppe pretese e che ben si concilia con momenti di riposo come la spiaggia, il terrazzo o la panchina ombreggiata.

giovedì 25 giugno 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Alessandra Peluso per «Affari italiani»


Un noir insolito quello di Paolo Calabrò dalla nervatura metafisica, “L’intransigenza. I gialli del Dio perverso” (Il Prato Editore). L’autore affonda la lama della scrittura su tematiche che calzano la società attuale, quali imbrogli e ingiustizie.
Nel piccolo paesino del casertano, Puntammare, divampa un incendio nei locali parrocchiali della chiesa di San Leopoldo, rettoria di proprietà comunale. La reazione del sindaco non è quella di scoprire la verità e ricercare le cause, ma si preoccupa che la giunta municipale non resti invischiata in questa vicenda.

martedì 23 giugno 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Nicla Morletti

L’intransigenza è l’atteggiamento di chi non è disposto a transigere. Considerato un pregio o un difetto, secondo che si associ all’idea di fermezza e rigore o piuttosto a quella di chiusura e intolleranza.
Con questo originale titolo si apre un noir molto originale che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina per la sua scorrevolezza e per la misteriosa e accattivante trama. Man mano che si va avanti nella lettura viene da domandarsi: come fare ad individuare un criminale che agisce con una sua logica consequenziale, dalla razionalità perfettamente calcolabile, ma a rovescio? A rendere ancora più allettante tutta la narrazione, appare tra le pagine anche il cubo di Rubik, con il suo enigma della croce bianca da fare allineando gli spigoli. Il giallo svela al suo interno un cristianesimo dominato dal “Dio perverso” con le azioni più ignobili,

sabato 20 giugno 2015

La verità cammina con noi. Recensione di Daniele Baron per «Filosofia e nuovi sentieri»


Cosa accomuna l’economia, la psicoanalisi, la teologia, la filosofia, l’antropologia, la letteratura? Questo di primo acchito viene spontaneo domandarsi a uno sguardo di sorvolo sull’opera proteiforme di Maurice Bellet – filosofo, teologo e psicanalista francese – che si muove in tutti questi ambiti. Rimandando per il momento a dopo la risposta, ciò che voglio rimarcare ora è il fatto che la prima sensazione che ci donano la figura e l’opera di questo pensatore e scrittore è lo stupore per la sua versatilità, per la sua straordinaria capacità di cimentarsi con differenti ambiti, stili e saperi. La complessità del percorso di questo autore, ancora poco noto in Italia, è grande in primo luogo proprio in virtù di questo suo dono nello spaziare ed è pari alla sua originalità. Dobbiamo riconoscere, quindi, a Paolo Calabrò, nel suo La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell’umano di Maurice Bellet, Il Prato, 2014 Saonara (PD), un primo merito, quello di rielaborare un percorso ermeneutico “sistematico”, che ci dà una visione d’insieme e che coglie i principali nodi teoretici del pensiero di Bellet, organizzandoli per temi. Di fronte alla oggettiva difficoltà di trovare un bandolo, si tratta di un’ottima introduzione per inquadrarne il pensiero e per ricostruirlo nella sua totalità. Non una mera ripetizione o divulgazione, ma utile opera di appassionata sistemazione, spesso condotta su testi ancora non tradotti in Italia.

domenica 14 giugno 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Michele Finelli per "Contorni di noir", 14 giugno 2015

A voi piacciono le sorprese? A me tantissimo e, ancor di più, quando arrivano inaspettate. Sono un po’ come quando, dopo una festa di compleanno, mentre state rassettando, scoprite che è rimasto un regalo ancora da scartare: ed è qualcosa che sotto, sotto, desideravate. Ecco, la sensazione è questa. Ben sapete quanto il sottoscritto sia molto esterofilo in fatto di letteratura noir, nordico, talmente nordico che quando leggo di solito mi crescono lunghi capelli biondi (ho già gli occhi chiari quindi parto avvantaggiato) e inizio a esprimermi in idiomi pressoché incomprensibili. Poi il fattore sorpresa mi rimette in contatto con l’altro lato del mondo, i suoi antipodi letterari: arriva la richiesta di leggere un testo inedito, pubblicato da pochissimo, di un autore casertano che per la prima volta si affaccia nel mondo della giallistica (con una intensa vita letteraria in campo umanistico) e che già dal titolo (e voi sapete quanto io sia fissato su questa cosa) riesce a mettermi curiosità. Poi inizio a leggerlo e scopro d’avere tra le mani una piccola, ma significativa chicca che mi appresto a condividere con voi.(Continua a leggere su «Contorni di noir»)

venerdì 12 giugno 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Gina Migliori per "Meloleggo"


La chiesa di San Leopoldo a Puntammare viene devastata da ignoti. L’edificio è una rettoria di proprietà comunale e il Sindaco non vuole che l’autorità municipale venga coinvolta nell’accaduto. Così a Nico Baselice e Maurizio Auriemma viene affidato l’incarico di dimostrare l’estraneità del Comune.

venerdì 5 giugno 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Vanna Corvese per «Il Caffè» di Caserta


Ho letto in questi giorni “L’intransigenza - I gialli del Dio perverso” di Paolo Calabrò (edizione Il prato) ed è stata per me una felice scoperta: ho apprezzato l’efficacia con cui sono rappresentati alcuni caratteri e soprattutto la lucida visione che traspare dalla costruzione sapiente della vicenda, in cui un falso spirito cristiano produce azioni ignobili. Conoscevo l’autore attraverso le pagine del settimanale Il Caffè a cui collabora con la rubrica, “Considerazioni inattuali”, di grande interesse per l’acutezza delle osservazioni e la profondità delle riflessioni su fatti e idee del nostro tempo; ma
ora l’ampia narrazione mi conduce su un piano diverso, quello di un noir anomalo, in cui invenzione, riflessione e interpretazione della realtà contemporanea si fondono in un’opera avvincente. Il centro di tutta la vicenda è la misteriosa devastazione dei locali parrocchiali di San Leopoldo a Puntammare, un paesino del litorale casertano.

venerdì 29 maggio 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Gian Luca Antonio Lamborizio per «MilanoNera»


“L’intransigenza” di Paolo Calabrò si potrebbe definire quasi un giallo anomalo. Ormai siamo infatti abituati a leggere romanzi – noir, thriller o gialli – in cui veniamo a contatto con i più turpi delitti. Pagina dopo pagina, incontriamo spesso cadaveri, a volte orribilmente mutilati. E i film e le serie televisive non sono, certo, da meno.
Il romanzo di Calabrò, invece, si distacca da tutto ciò. Non indulge su dettagli truculenti, sul sangue. Si può dire che non si “sporca le mani”.
Tutta la vicenda ruota attorno alla devastazione compiuta, nottetempo e da ignoti, nei locali della rettoria della Chiesa di San Leopoldo, nell’immaginario paese di Puntammare. I locali sono di proprietà del Comune, ben più interessato a che la sua giunta municipale non resti invischiata nella vicenda, che non alla giustizia.

mercoledì 27 maggio 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Massimo Ricciuti per «ThrillerPages»


"L'intransigenza. I gialli del Dio perverso" di Paolo Calabrò è il nuovo thriller edito da Il Prato recensito da ThrillerPages
La parrocchia di San Leopoldo a Puntammare, nel casertano, subisce una devastazione notturna ad opera d’ignoti. I locali appartengono al Comune e, di conseguenza, il sindaco del paese vuole evitare scandali. Per questo le indagini vengono affidate a una coppia molto sui generis d’investigatori: Nico Baselice, vigile urbano e Maurizio Auriemma, impiegato tributario.

lunedì 25 maggio 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Mauro Castelli per "Economia italiana"

Un omicidio eccellente, una realtà misteriosa, l'ombra del terrorismo e... Jack Reacher

Con Lee Child torna il carismatico, insofferente eroe vagabondo. A seguire note su Noll, Calabrò e una antologia… metropolitana edita da Piemme

Non lo si può negare. L’inglese Lee Child - geniale interprete del romanzo d’azione, oltre che «il miglior autore contemporaneo di narrativa crime» secondo Haruki Murakami - ha il dono di saper raccontare come pochi altri all’insegna di una intrigante semplicità, pronta a nutrirsi, quasi senza darlo a vedere, di un inaspettato corollario di colpi di scena, trovate, intrighi, vendette, complotti e segreti. Il tutto a fronte di un protagonista che non ha un passato e forse nemmeno un futuro. Ovvero Jack Reacher,

lunedì 16 marzo 2015

Necessario e non negoziabile. La recensione di «Mangialibri»


L’unico criterio di verità oggettiva è l’agape. Questo concetto di amore consente infatti di andare alle radici autentiche del messaggio evangelico, spogliandolo di tutte le incrostazioni farisaiche che lo fuorviano e fraintendono, e di giungere a una moralità basata sulla rinuncia a giudicare l’altro. Eppure vi è un cristianesimo dottrinario-disciplinare che non mette al centro l’amore, bensì la dottrina come preservazione di contenuti teologici e di un’ortodossia ritualistica, fino a confondere il Dio d’amore con un Dio perverso fatto di doveri, colpe e penitenze…
Maurice Bellet è un filosofo? Un teologo? Lui si definisce più semplicemente un narratore di storie. La storia che racconta è quella di un uomo in costante ricerca di una verità ontologica, illuminata dalla “divina tenerezza”. La verità cammina con noi ha il grande merito di far conoscere, attraverso un’analisi profonda ed esaustiva, l’indagine speculativa del pensatore francese, troppo spesso lasciato nel dimenticatoio dal dibattito teologico-filosofico. Paolo Calabrò mette soprattutto in luce l’originalità della riflessione di Bellet, più praxis che non teoria, costruita attorno ad un sistema filosofico non chiuso ma sempre in fieri. Essa consiste nella continua ricerca dell’autenticità dell’esistenza, libera da strutture e sovrastrutture, da categorizzazioni, da dogmatismi. Solo così si giunge a scoprire l’uomo, a considerarlo e amarlo per quello che è, e a capire che la verità non sta nel possesso ma nell’ascolto, che non ci è installata dalla nascita ma cammina con noi. Con efficace sintesi e acutezza critica Calabrò tocca tutti i tasti più sentiti da Bellet, come la dicotomia tra Dio d’amore e Dio perverso, la morale come mezzo e non come fine, l’economia divisa tra i bisogni reali e le voglie da soddisfare. La verità cammina con noi è, per parafrasare Bellet, un saggio necessario e non negoziabile.

(«Mangialibri», 16 marzo 2015)

mercoledì 31 dicembre 2014

Augusto Cavadi recensisce La verità cammina con noi


Non è facile incontrare qualcuno che conosca l’opera di Maurice Bellet (Parigi, 1923) nonostante abbia pubblicato decine di libri, di saggi, di articoli tradotti in italiano, spagnolo, tedesco, olandese, inglese, portoghese, brasiliano e cinese. E non è facile, suppongo, perché un tipo come lui non fa scuola: è troppo originale. E troppo sospetto. In quanto prete cattolico (dal 1949) e teologo è visto con diffidenza dagli ambienti filosofici e, in quanto psicanalista, è visto con diffidenza dai teologi e dai filosofi.
Per fortuna (di Bellet, ma anche di noi lettori curiosi di stimoli spirituali) c’è un appassionato studioso italiano, Paolo Calabrò, che ha confezionato una esauriente summa del pensiero belletiano, intrecciando notazioni personali e ampi brani antologici: La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell’umano di Maurice Bellet, Prefazione di Stefano Santasilia, Il prato, Saonara (Padova) 2014, pp. 250, euro 18,00. La sostanziosa monografia è scandita in otto capitoli

giovedì 10 luglio 2014

Damiano Mazzotti recensisce La verità cammina con noi

La Verità cammina con noi è un saggio molto accurato di Paolo Calabrò, che analizza il pensiero del filosofo francese Maurice Bellet (è stato pubblicato in aprile dalla casa editrice Il Prato).

Calabrò è un giovane studioso che si destreggia nel riesaminare le opere dei pensatori eclettici e Bellet è sicuramente un filosofo antidogmatico e molto versatile. Infatti il suo pensiero si incammina lungo alcuni sentieri che attraversano in più punti la teologia, la psicanalisi, l’antropologia e l’economia (Bellet è un prete cattolico con una grande esperienza psicanalitica).

martedì 25 settembre 2012

Gianni Vacchelli recensisce Le cose si toccano


Le cose si toccano
è un volumetto denso e prezioso per svariati motivi. Primo fra tutti, ci ricorda, con chiarezza e garbata insistenza, che un dialogo tra filosofia, religione e scienze moderne (ma dovremmo anche aggiungere letteratura, poesia, teologia, senza porre limiti alla convocazione delle discipline) è un kairòs, un'opportunità ineludibile del nostro tempo.

martedì 17 gennaio 2012

Recensione: Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne, di Paolo Calabrò, Ed.Diabasis, Reggio Emilia 2011. Di Roberta Cappellini

Compatibilità o incompatibilità? La vexata quaestio è d’antica memoria: che rapporto può esistere tra scienza e filosofia (teologia) dopo la drastica separazione cartesiana?
Il libro di Calabrò affronta la problematica tenendo come riferimento da un lato la fisica contemporanea dall’altro la filosofia panikkariana , per valutare la possibilità di” una concordia discors”, l’accordo tra i saperi, sulla base di una comune sensibilità. Compito non facile se si considera la sfida cosmoteandrica di Panikkar e la sua rilettura critica del mondo moderno, della scienza e teologia contemporanee, ossia di quella “monocultura occidentale totale ed onnicomprensiva”. Sfatando pregiudizi ed ideologie, la lucida analisi di Calabrò si prefigge di mostrare e non di “dimostrare”, ponendosi quindi su un piano dialogale e non dialettico, ad aprire un campo d’indagine da questo punto di vista ancora insondato, non esistendo grande letteratura a riguardo. In particolare uno dei meriti indiscutibili del testo

lunedì 9 gennaio 2012

«ReF» recensisce Le cose si toccano di Paolo Calabrò

Reggio Emilia, Diabasis, 2011, pp. 150, euro 15,00, ISBN 978-88-8103-753-7.

Recensione di Georgia Zeami - 14/05/2011

Le cose non si osservano soltanto, né si analizzano astrattamente. Come recita una felice espressione di Raimon Panikkar che dà il titolo al bel volume di Paolo Calabrò, le cose si toccano: esse non solo sfregano costantemente l’una contro l’altra costituendo la trama composita del reale, ma di più ci vengono incontro nell’esperienza, ci riguardano da vicino. Calabrò rilegge l’intreccio tra filosofia e scienze attraverso l’eccezionale concezione cosmoteandrica del filosofo indo-catalano Raimon Panikkar. 

sabato 29 ottobre 2011

Recensione di Silvana Radoani

di Silvana Radoani

È la prima volta che su questo blog segnalo un libro, ma mi preme sottolineare l'eccellente lavoro del dott. Paolo Calabrò su Panikkar e pertanto è un libro, perlopiù di filosofia-antropologia che consiglio a tutti.

In questo libro l’autore è riuscito egregiamente a fornire un sunto di quasi tutto il pensiero del grande pensatore catalano, Raimon Panikkar e a mettere in dialogo il pensiero filosofico e religioso con quello delle cosiddette scienze, finanche la fisica. Questa operazione è compiuta attraverso un grande risalto dato all’analisi del nuovo uso del linguaggio che sembra tramutare l’uomo in macchina e pertanto in oggetto, staccato da tutto.

<em>L'intransigenza</em> di Paolo Calabrò. Recensione di Cristina Papini per "Galline padovane"

Quello con le letture della Casa Editrice Il Prato, ormai è diventato il mio periodico appuntamento con il relax. Ho da poco terminato di l...