giovedì 30 aprile 2015
giovedì 23 aprile 2015
L'intransigenza al Salone del libro di Torino, 15 maggio 2015
L'intransigenza. I gialli del Dio perverso, di Paolo Calabrò, verrà presentato al Salone internazionale del libro di Torino venerdì 15 maggio 2015, alle ore 17.30, nella sala avorio.
martedì 21 aprile 2015
lunedì 20 aprile 2015
L'intransigenza. Segnalazione di Michele Schioppa su «L'Eco di caserta»
martedì 14 aprile 2015
È arrivato in libreria L'intransigenza, il primo dei "Gialli del Dio perverso" di Paolo Calabrò (ed. Il Prato)
È in libreria L'intransigenza. I gialli del Dio perverso, il primo noir di Paolo Calabrò, presso l'editore Il Prato di Padova nella collana "Gli antidoti" diretta da Sibyl von der Schulenburg e Anna Pietropolli.
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Visita il sito dell'editore Il Prato di Padova dedicato alla narrativa
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lunedì 13 aprile 2015
La testimone - Salotto delle culture, Caserta, 16 aprile 2015
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lunedì 16 marzo 2015
Necessario e non negoziabile. La recensione di «Mangialibri»
Maurice Bellet è un filosofo? Un teologo? Lui si definisce più semplicemente un narratore di storie. La storia che racconta è quella di un uomo in costante ricerca di una verità ontologica, illuminata dalla “divina tenerezza”. La verità cammina con noi ha il grande merito di far conoscere, attraverso un’analisi profonda ed esaustiva, l’indagine speculativa del pensatore francese, troppo spesso lasciato nel dimenticatoio dal dibattito teologico-filosofico. Paolo Calabrò mette soprattutto in luce l’originalità della riflessione di Bellet, più praxis che non teoria, costruita attorno ad un sistema filosofico non chiuso ma sempre in fieri. Essa consiste nella continua ricerca dell’autenticità dell’esistenza, libera da strutture e sovrastrutture, da categorizzazioni, da dogmatismi. Solo così si giunge a scoprire l’uomo, a considerarlo e amarlo per quello che è, e a capire che la verità non sta nel possesso ma nell’ascolto, che non ci è installata dalla nascita ma cammina con noi. Con efficace sintesi e acutezza critica Calabrò tocca tutti i tasti più sentiti da Bellet, come la dicotomia tra Dio d’amore e Dio perverso, la morale come mezzo e non come fine, l’economia divisa tra i bisogni reali e le voglie da soddisfare. La verità cammina con noi è, per parafrasare Bellet, un saggio necessario e non negoziabile.
(«Mangialibri», 16 marzo 2015)
mercoledì 31 dicembre 2014
Augusto Cavadi recensisce La verità cammina con noi
Per fortuna (di Bellet, ma anche di noi lettori curiosi di stimoli spirituali) c’è un appassionato studioso italiano, Paolo Calabrò, che ha confezionato una esauriente summa del pensiero belletiano, intrecciando notazioni personali e ampi brani antologici: La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell’umano di Maurice Bellet, Prefazione di Stefano Santasilia, Il prato, Saonara (Padova) 2014, pp. 250, euro 18,00. La sostanziosa monografia è scandita in otto capitoli
lunedì 1 dicembre 2014
sabato 29 novembre 2014
Io so' pazzo. Online l'ultimo racconto noir (bilingue) di Paolo Calabrò
30 secondi
Mo’ ce n’avimma ji’ sulamente. Fratemo m’aspetta in macchina. ’Na cinquecento, piccola, silenziosa, veloce. Già ce ne stammo fujenno. Mi guarda e non mi dice niente, tene ’na faccia che significa: «Tutt’a posto?» «Tutt’a posto, ’o miccio è partuto ’na bellezza». Lui guarda avanti, e io pure penso alla strada. Alla strada che corriamo adesso, e pure a quella che abbiamo fatto mo’ che teniamo vent’anni e i vurzilli nel mercato non li rubiamo più. Dice che siamo pazzi, ma chi è più pazzo, noi o loro, che lo sapevano come andava a finire, e non hanno fatto niente? Quand’è domani fanno finta che non lo sapevano. Mo’ nisciuno sape niente. [Continua a leggere su MonkLewis]
Mo’ ce n’avimma ji’ sulamente. Fratemo m’aspetta in macchina. ’Na cinquecento, piccola, silenziosa, veloce. Già ce ne stammo fujenno. Mi guarda e non mi dice niente, tene ’na faccia che significa: «Tutt’a posto?» «Tutt’a posto, ’o miccio è partuto ’na bellezza». Lui guarda avanti, e io pure penso alla strada. Alla strada che corriamo adesso, e pure a quella che abbiamo fatto mo’ che teniamo vent’anni e i vurzilli nel mercato non li rubiamo più. Dice che siamo pazzi, ma chi è più pazzo, noi o loro, che lo sapevano come andava a finire, e non hanno fatto niente? Quand’è domani fanno finta che non lo sapevano. Mo’ nisciuno sape niente. [Continua a leggere su MonkLewis]
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