giovedì 23 aprile 2015

L'intransigenza al Salone del libro di Torino, 15 maggio 2015

L'intransigenza. I gialli del Dio perverso, di Paolo Calabrò, verrà presentato al Salone internazionale del libro di Torino venerdì 15 maggio 2015, alle ore 17.30, nella sala avorio.

lunedì 13 aprile 2015

La testimone - Salotto delle culture, Caserta, 16 aprile 2015


Paolo Calabrò interverrà alla Presentazione del noir La testimone di Francesca Gerla (ed. Homo scrivens) presso il Salotto delle culture, Caserta, 16 aprile 2015.

Leggi il comunicato stampa


Valori in corso 5 - 9 aprile 2015

Paolo Calabrò nella commissione della quinta edizione del concorso "Valori in corso".

lunedì 16 marzo 2015

Necessario e non negoziabile. La recensione di «Mangialibri»


L’unico criterio di verità oggettiva è l’agape. Questo concetto di amore consente infatti di andare alle radici autentiche del messaggio evangelico, spogliandolo di tutte le incrostazioni farisaiche che lo fuorviano e fraintendono, e di giungere a una moralità basata sulla rinuncia a giudicare l’altro. Eppure vi è un cristianesimo dottrinario-disciplinare che non mette al centro l’amore, bensì la dottrina come preservazione di contenuti teologici e di un’ortodossia ritualistica, fino a confondere il Dio d’amore con un Dio perverso fatto di doveri, colpe e penitenze…
Maurice Bellet è un filosofo? Un teologo? Lui si definisce più semplicemente un narratore di storie. La storia che racconta è quella di un uomo in costante ricerca di una verità ontologica, illuminata dalla “divina tenerezza”. La verità cammina con noi ha il grande merito di far conoscere, attraverso un’analisi profonda ed esaustiva, l’indagine speculativa del pensatore francese, troppo spesso lasciato nel dimenticatoio dal dibattito teologico-filosofico. Paolo Calabrò mette soprattutto in luce l’originalità della riflessione di Bellet, più praxis che non teoria, costruita attorno ad un sistema filosofico non chiuso ma sempre in fieri. Essa consiste nella continua ricerca dell’autenticità dell’esistenza, libera da strutture e sovrastrutture, da categorizzazioni, da dogmatismi. Solo così si giunge a scoprire l’uomo, a considerarlo e amarlo per quello che è, e a capire che la verità non sta nel possesso ma nell’ascolto, che non ci è installata dalla nascita ma cammina con noi. Con efficace sintesi e acutezza critica Calabrò tocca tutti i tasti più sentiti da Bellet, come la dicotomia tra Dio d’amore e Dio perverso, la morale come mezzo e non come fine, l’economia divisa tra i bisogni reali e le voglie da soddisfare. La verità cammina con noi è, per parafrasare Bellet, un saggio necessario e non negoziabile.

(«Mangialibri», 16 marzo 2015)

mercoledì 31 dicembre 2014

Augusto Cavadi recensisce La verità cammina con noi


Non è facile incontrare qualcuno che conosca l’opera di Maurice Bellet (Parigi, 1923) nonostante abbia pubblicato decine di libri, di saggi, di articoli tradotti in italiano, spagnolo, tedesco, olandese, inglese, portoghese, brasiliano e cinese. E non è facile, suppongo, perché un tipo come lui non fa scuola: è troppo originale. E troppo sospetto. In quanto prete cattolico (dal 1949) e teologo è visto con diffidenza dagli ambienti filosofici e, in quanto psicanalista, è visto con diffidenza dai teologi e dai filosofi.
Per fortuna (di Bellet, ma anche di noi lettori curiosi di stimoli spirituali) c’è un appassionato studioso italiano, Paolo Calabrò, che ha confezionato una esauriente summa del pensiero belletiano, intrecciando notazioni personali e ampi brani antologici: La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell’umano di Maurice Bellet, Prefazione di Stefano Santasilia, Il prato, Saonara (Padova) 2014, pp. 250, euro 18,00. La sostanziosa monografia è scandita in otto capitoli

sabato 29 novembre 2014

Io so' pazzo. Online l'ultimo racconto noir (bilingue) di Paolo Calabrò

30 secondi
Mo’ ce n’avimma ji’ sulamente. Fratemo m’aspetta in macchina. ’Na cinquecento, piccola, silenziosa, veloce. Già ce ne stammo fujenno. Mi guarda e non mi dice niente, tene ’na faccia che significa: «Tutt’a posto?» «Tutt’a posto, ’o miccio è partuto ’na bellezza». Lui guarda avanti, e io pure penso alla strada. Alla strada che corriamo adesso, e pure a quella che abbiamo fatto mo’ che teniamo vent’anni e i vurzilli nel mercato non li rubiamo più. Dice che siamo pazzi, ma chi è più pazzo, noi o loro, che lo sapevano come andava a finire, e non hanno fatto niente? Quand’è domani fanno finta che non lo sapevano. Mo’ nisciuno sape niente. [Continua a leggere su MonkLewis]

<em>L'intransigenza</em> di Paolo Calabrò. Recensione di Cristina Papini per "Galline padovane"

Quello con le letture della Casa Editrice Il Prato, ormai è diventato il mio periodico appuntamento con il relax. Ho da poco terminato di l...