giovedì 25 agosto 2011
Raimon Panikkar: la filosofia oltre il pensiero
A un anno di distanza dalla morte del filosofo catalano Raimon Panikkar, ricordiamo la ricchezza della sua lunga esistenza, ancora visibile nei tanti frutti che ha generato e nei tanti fiori che ancora sbocciano. Hai cambiato la nostra vita. Grazie, Raimon.
lunedì 8 agosto 2011
lunedì 1 agosto 2011
Dove le cose si toccano
Nell’incipit del suo ultimo saggio, Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne, (Edizioni Diabasis, Reggio Emilia 2011, pp. 150, euro 15,00), Paolo Calabrò ricorda grato una passeggiata compiuta sottobraccio al Filosofo per le vie di Città di Castello, una decina di anni fa. In quell’occasione conobbi entrambi, visto che ero a mia volta all’altro braccio di Panikkar. Nonostante quell’incontro cadesse a conclusione di un impegnativo convegno, il nostro Ospite manifestava ancora energia, disponibilità ed entusiasmo nel rispondere ai nostri interrogativi; perché, come ci disse sorridendo, “ci si può negare a molte persone, ma mai ai giovani che portano domande!”.
Questo era Raimon Panikkar. Questo era
martedì 31 maggio 2011
Conversazione con Paolo Calabrò su «Flanerì», di Matteo Chiavarone
Intervistiamo Paolo Calabrò, amico di Flanerí e autore di Le cose si toccano – Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011).
Ciao Paolo, grazie dell’intervista. Ci puoi spiegare l’idea del libro?
Ciao Paolo, grazie dell’intervista. Ci puoi spiegare l’idea del libro?
Grazie a voi di Flanerì. Il libro nasce da un triplice intento. Primo, dal desiderio di approfondire la metafisica panikkariana, radicalmente nuova all’interno dell’orizzonte della filosofia occidentale, in particolare la sua recisa affermazione per la quale “la cosa in sé non esiste”. Secondo, dall’esigenza di individuare l’esistenza di una compatibilità tra la metafisica di Panikkar e le scienze moderne (in particolare la “nuova fisica”, la meccanica quantistica); compatibilità che Panikkar annuncia in tutte le sue opere, ma non illustra. Terzo, dal bisogno di mostrare le ripercussioni della cosiddetta “narrazione scientifica del mondo” sulla vita quotidiana dell’uomo moderno, che la riflessione di Panikkar aiuta a svelare in maniera adamantina.
lunedì 30 maggio 2011
La tecnologia può farci male? Riflessioni su 5 miti della narrazione scientifica del mondo
scritto per il blog di Dario Salvelli
Accolgo oggi, con grande piacere, l’invito dell’amico Dario a scrivere per questo blog un articolo sulla tecnologia, riprendendo le considerazioni fatte lo scorso 14 maggio presso la Libreria Feltrinelli di Caserta, dove ho presentato il mio libro su Raimon Panikkar, dal titolo: Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (ed. Diabasis, 2011). Lo farei cominciando proprio dal titolo: la tecnologia può farci male? A tutta prima verrebbe da rispondere di sì: chiunque di noi abbia a che fare quotidianamente con un minimo di oggetti tecnologici ne conosce bene limiti e conseguenze. Chi utilizza un telefono cellulare sa bene che
Accolgo oggi, con grande piacere, l’invito dell’amico Dario a scrivere per questo blog un articolo sulla tecnologia, riprendendo le considerazioni fatte lo scorso 14 maggio presso la Libreria Feltrinelli di Caserta, dove ho presentato il mio libro su Raimon Panikkar, dal titolo: Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (ed. Diabasis, 2011). Lo farei cominciando proprio dal titolo: la tecnologia può farci male? A tutta prima verrebbe da rispondere di sì: chiunque di noi abbia a che fare quotidianamente con un minimo di oggetti tecnologici ne conosce bene limiti e conseguenze. Chi utilizza un telefono cellulare sa bene chemartedì 17 maggio 2011
lunedì 16 maggio 2011
Le cose si toccano recensito su «Mangialibri»
di Leonardo Caffo
La realtà è certamente intrecciata in un’intricatissima trama grazie, ma non solo, all'intreccio di differenti culture e storie. Per il noto filosofo indo-catalano Raimon Panikkar, il pluralismo è l’unico modo per comprendere questa realtà consistendo in una rinuncia a credere di possedere la verità ultima delle cose, smettendo di imporre un’opinione assoluta; in questa prospettiva l’incontro con l’altro e le esperienze emotive tendono a realizzare quella che Panikkar definisce comunione: “una forma dello stare insieme in cui non sussiste una valutazione di convenienza, ma un rapporto relazionale, un legame affettivo, restituendo alla relazionalità il carattere della condivisione di esperienze”. Il pensiero di Panikkar rappresenta un anello di congiunzione tra
martedì 3 maggio 2011
Gabriele Capone su «Nova Tempora», aprile 2011
Paolo Calabrò è un mio amico. Con lui ho condiviso questi anni del mio lavoro a Sant’Antimo, che lui, sempre, ha seguito; spesso condiviso, a volte completamente abbracciato. Mi ha restituito momenti di riflessioni, scambi onesti di opinioni - le sue sempre un po’ sopra le righe, quasi a sfiorare la provocazione per fa si che meglio il suo pensiero fosse compreso e compresso nell’alveo -, ma soprattutto mi ha regalato prima una grande curiosità e poi un grande rispetto nella figura di Raimon Panikkar. Confesso, sulle prime mi incuriosivano e affascinavano quelle due k; mi evocavano conoscenza e saggezza: e come spesso accade,
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Quello con le letture della Casa Editrice Il Prato, ormai è diventato il mio periodico appuntamento con il relax. Ho da poco terminato di l...
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È in libreria La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet , di Paolo calabrò, i...







